James Nachtwey, fotoreporter di guerra

Mer, 09/05/2018

Su iniziativa di Iscom e della Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, mercoledì 9 maggio 2018 si è svolto un incontro con James Nachtwey, fotoreporter di guerra, sul tema "Una testimonianza della sofferenza umana". 

Per due volte vincitore del World Press Photo, sul suo sito personale accoglie i visitatori con questa frase: "Sono stato un testimone, e queste fotografie sono la mia testimonianza. Gli eventi che ho immortalato non dovrebbero essere dimenticati e non devono ripetersi".

Nel corso dell'incontro ha spiegato, tra le altre cose, che cos'è per lui la fotografia: «È diventata un modo di vivere, è diventata la mia vita. Fotografare è creare nel pubblico una nuova consapevolezza. Ha un linguaggio molto potente, è il mio lavoro e io vivo per il mio lavoro, ma è una vita molto dura».  

Nato negli Stati Uniti nel 1948, è un fotografo autodidatta con una formazione in arte e scienze politiche. Inizia la sua carriera come fotogiornalista nel New Mexico, e nel 1980 si trasferisce a New York dove inizia a lavorare come freelance. Ha dedicato la sua carriera a raccontare i conflitti e le piaghe sociali in varie parti del mondo, in particolare in Africa centrale, Medio Oriente e Cecenia. Ha lavorato per Time dal 1984 ed è membro della Magnum dal 1986.